Da Brescia a Rotterdam: il racconto di un trasferimento che si è trasformato in un nuovo inizio professionale.
“Vorrei consolidare la mia esperienza nel mondo dei social media, creazione contenuti e della community building, continuando a sviluppare progetti che uniscano comunicazione, contenuti ed eventi.”
Ci racconti brevemente chi sei?
Mi chiamo Giulia Conti e sono una Social Media & Community Manager e Content Creator freelance. Da ottobre 2025 ho aperto la partita IVA e oggi lavoro come libera professionista con clienti sia locali nei Paesi Bassi sia internazionali. Sono nata a Brescia e cresciuta in Brianza, in provincia di Monza.
Dopo una laurea triennale in Comunicazione Interculturale all’Università Bicocca di Milano, ho proseguito con un Master in Comunicazione, Social Media & Digital Marketing. La comunicazione è sempre stata il mio mondo: è ciò che ho studiato, ma anche ciò che coltivo ogni giorno per passione.
Mi sono trasferita nei Paesi Bassi a fine novembre 2022 e da allora vivo a Rotterdam. Poco dopo il mio arrivo ho iniziato a raccontare la mia esperienza da italiana all’estero su Instagram e TikTok, condividendo consigli e informazioni sulla vita nei Paesi Bassi. Quello che è nato come un progetto personale si è trasformato in una community in crescita: ho iniziato a ricevere sempre più domande, richieste di confronto e testimonianze di persone che stavano vivendo lo stesso percorso. Da qui è nata anche l’idea di organizzare meet-up ed eventi per la community italiana a Rotterdam e poi, più in generale, nei Paesi Bassi. L’obiettivo era semplice: creare uno spazio di incontro per chi si sentiva spaesato o semplicemente desiderava ampliare il proprio giro di amicizie.
Negli ultimi mesi ho iniziato a organizzare anche eventi per una community più internazionale. Connettere e far connettere le persone è qualcosa che sento profondamente mio.
Cosa ti ha spinto a intraprendere un percorso all’estero?
La scelta di trasferirmi all’estero nasce dal desiderio di mettermi in gioco, crescere professionalmente e confrontarmi con contesti più internazionali. Cercavo nuove opportunità nel mio settore e un ambiente stimolante. Vivere nei Paesi Bassi mi ha permesso di lavorare in un contesto dinamico e aperto, dove la dimensione internazionale è parte della quotidianità.
Hai lanciato da poco la tua carriera da freelance: cosa ti ha fatto prendere questa decisione e quali sono i punti su cui ti vuoi focalizzare?
La decisione di diventare freelance maturava da tempo. Dopo il mancato rinnovo del contratto nell’agenzia in cui lavoravo ad Amsterdam, ho visto quell’evento come il momento giusto per fare il salto. Mi ha sempre affascinato l’idea di autogestirmi, avere maggiore libertà creativa e costruire qualcosa di mio. Non è sempre semplice, sto ancora imparando a gestire tempi, responsabilità e incertezze, ma rifarei questa scelta senza esitazioni.
Guardando al futuro, quali sono i tuoi progetti e come immagini la tua carriera nei prossimi anni?
A questa domanda è sempre difficile rispondere. Guardando al futuro, mi immagino in continua crescita, sia a livello professionale che personale.
Vorrei consolidare la mia esperienza nel mondo dei social media, creazione contenuti e della community building, continuando a sviluppare progetti che uniscano comunicazione, contenuti ed eventi. Ho diversi progetti in mente e spero di riuscire a trasformarli in realtà nei prossimi anni.
Qual è stato il momento in cui ti sei sentita più orgogliosa della tua carriera?
Uno dei momenti di cui vado più orgogliosa è stato l’ingresso nell’agenzia pubblicitaria ad Amsterdam, un obiettivo che sognavo da tempo.
Il secondo è sicuramente l’apertura della partita IVA e l’inizio delle collaborazioni con i primi clienti, su progetti locali e globali. Sono molto fiera di quello che sto raggiungendo passo dopo passo.
Qual è stata la sfida culturale che ti ha colpito di più appena trasferita? E come l’hai superata?
Tra le sfide culturali più forti nei Paesi Bassi c’è stata la schiettezza olandese, oltre all'aspetto linguistico. All’inizio mi ha spiazzata, ma oggi la considero un valore: mi ha insegnato molto, soprattutto in ambito professionale.
Quali sono i tre principali vantaggi di vivere nel paese in cui risiedi rispetto al costruire una carriera da freelance?
1. All'inizio ci sono molte agevolazioni per piccoli imprenditori/freelance (esempio: si può fare richiesta per entrare nel KOR (kleineondernemersregeling), un programma per le piccole imprese che permette di non addebitare l'IVA (Btw) e non presentare dichiarazione IVA finché non si superano i 20.000 € all'anno)
2. È un Paese che da spazio a tutti di creare un proprio business e aprire partita Iva (alla fine conviene solo al Paese stesso, finché si fa girare l'economia)
3. Non è così rischioso come può sembrare.
Tu fai parte di IPN, qual è il tuo ruolo?
Sono Committee Team NL, nello specifico su Rotterdam: Aiuto nell'organizzazione dei Meet-up ed eventi in città. Oltre a questo, supporto ogni tanto sulla parte social (Instagram). Recentemente ho contribuito a creare la guida per Expat.
Cosa ti ha spinto ad unirti al progetto e cosa ti sta dando?
All'inizio, a marzo dell'anno scorso ho partecipato ad un meet-up a Rotterdam e da lì ho capito subito il valore del progetto. È un progetto in cui mi rivedo parecchio, sotto tanti aspetti: l'idea di unire, creare un punto di incontro e connettere persone. In questo caso, italiani professionisti all'estero.
Mi sta aiutando ad allargare il mio giro di network e a crescere la mia rete personale e professionale. Inoltre, avere avuto l'opportunità di contribuire a creare qualcosa di utile come la guida, una bussola che avrei avuto avere anch'io all'inizio, mi rende molto fiera.
Mara Zatti
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